Perché siamo nati e quali sono i nostri valori

ANTAMOP è una associazione nata all’inizio del 2016 per iniziativa dei soci fondatori a seguito delle iniziative dell’Associazionismo odontoiatrico sui famosi emendamenti al DDL concorrenza, con cui si tentava di inserire l’obbligo ex lege che le società di capitale dovessero avere soci per almeno 2/3 iscritti all’Albo degli Odontoiatri. Si trattava ovviamente di un’iniziativa corporativa ma di fatto veniva presentata al Pubblico con motivazioni altisonanti – e tutte pretestuose – orientate a tutela il Paziente dal low cost praticato dalle grandi catene odontoiatriche presenti nel nostro Paese, in franchising e in rete.

Direttivo

Presidente
Dott. Pietro Paolo Mastinu

Vicepresidente
Dott. Salvatore Mangione

Tesoriere
Odt Sandro Proia

Coordinatore Nazionale soci odontotecnici
SdT Alberto Battistelli

Responsabile Area Nord Italia
Odt Pietro Marchesini


Scarica lo Statuto ANTAMOP

Scarica il Regolamento ANTAMOP

I protagonisti di questa impresa (ANDI, AIO e qualche Cao provinciale) fingevano di dimenticare che in Italia esistono circa 1600 società di capitale, di cui solo 600 in mano alle catene (che noi non rappresentiamo ma che sarà pure il caso di dire con onestà intellettuale non sono tutte low cost e non sono tutte eguali) . Le altre 1000 sono in mano a soci odontoiatri, medici, odontotecnici e imprenditori puri che praticano una Sanità virtuosa per la gran parte e che non c’entrano assolutamente nulla con le catene. E a questi ultimi che noi ci rivolgiamo e sono questi la nostra categoria di appartenenza che intendiamo tutelare anche sindacalmente, ma non solo.

La verità è che le citate associazioni volevano far fuori tutti gli scomodi concorrenti agli studi mono-professionali e associati dei loro iscritti, anche perché sono portatrici di valori diffusi tra i quali rientra un classismo degno di miglior causa.

Ci siamo quindi dati da fare per arrivare in Senato da semplici cittadini per far presente a coloro che stavano decidendo in questo senso un altro punto di vista rispetto a quello che avevano conosciuto. E lì, oltre a sventare il pericolo che tali provvedimenti fossero approvati, abbiamo capito molte cose. In primis, che l’unico punto di vista che era arrivato in quelle aule era unicamente quello delle citate associazioni.

Abbiamo quindi deciso di costituire questa associazione e di darci di fare anche su altre questioni, vere e proprie storture per la gran parte diretta conseguenza di questo modo – il loro – di fare associazionismo che danneggia persino la loro categoria di appartenenza, quella degli odontoiatri.
Le iscrizioni sono cresciute subito fin da quando si è saputo della nostra esistenza e quello che ci colpì è che si iscrivevano persino titolari odontoiatri, stufi di questo modo di fare associazionismo e delle conseguenze che comporta sul settore dentale e sulla propria stessa immagine.
Noi siamo tutti titolari di ambulatorio e quindi collaboriamo quotidianamente con gli odontoiatri, molti dei quali sono nostri e amici e in qualche caso anche soci. Non è loro che vogliamo contrastare. Sono queste associazioni e i loro rappresentanti il vero problema.

Antamop considera anche la libera concorrenza come un valore per la tutela del Paziente, a differenza di quanto ritengono quelle associazioni che, oltre a tutelare i propri interessi corporativi, non la considerano proprio diremmo quasi antropologicamente come tale.

Naturalmente, ciò non significa che per noi la concorrenza sia tutto e abbia valore taumaturgico: in Sanità il processo concorrenziale deve essere controllato con provvedimenti ad hoc che riguardino ad esempio: la pubblicità sanitaria, un tariffario minimo per livelli qualitativi accettabili, la presenza di organi dello stato con funzioni giudicanti e dirimente che abbiano i necessari caratteri di terzietà a tutela di tutte le figure del Dentale ormai presenti ed operanti (che non siano gli Ordini provinciali, espressione delle associazioni e quindi spesso del più sfacciato corporativismo).

Crediamo che le verifiche di rispondenza ai requisiti minimi devono esserci per tutti e non solo per i concorrenti degli appartenenti alle Associazioni. E crediamo anche, a tutela del Paziente, che i requisiti minimi debbano essere uguali per tutti: non si capisce in fatti per quale motivo gli ambulatori debbano avere requisiti più stringenti in termini di protezione dalle radiazioni ionizzanti, delle procedure di sanificazione e sterilizzazione, dei collaboratori che possono essere presenti in studio e ambulatorio, quasi che la sola presenza e titolarità del Medico o dell’Odontoiatra avesse poteri miracolosi di far sparire come d’incanto certi rischi. Non ci riferiamo ovviamente alla lettera delle Legge (in qualche caso persino a quella); ma all’effettiva applicazione di quelle Leggi nei diversi ambiti.
Per questo siamo anche a favore della separazione tra le cariche associative e quelle Ordinistiche, così come siamo a favore della regolamentazione della figura dell’odontotecnico e della chiara definizione delle Sue attività ( comprese le manovre di congruità ) prima di varare leggi che irrigidiscano le norme contro l’abusivismo. Per effetto delle pressioni di quelle associazioni e delle altre associazioni mediche, nel nostro Paese esistono al momento ben 650 mila unità che lavorano in Sanità senza aver ancora ricevuto il riconoscimento della proprio professione.
Siamo anche e ovviamente a favore del riconoscimento del valore che le figure non mediche (direzionali, amministrative, commerciali) hanno all’interno dell’ambulatorio, in quanto permettono al Medico e all’Odontoiatra di fare il proprio lavoro occupandosi – e spesso molto meglio e con ben più importanti competenze di lui – di tutto il resto. Sono questioni che è pressochè impossibile trattare con quelle associazioni che continuano a dipingere i soci e i titolari non medici come figure unicamente interessate al Lucro con posizioni talmente esasperate da sconfinare spesso in uno stupido razzismo. IL bello è che poi gli odontoiatri che collaborano con le nostre strutture si rendono invece perfettamente conto del valore aggiunto in termini di miglior servizio al Paziente che insieme riusciamo a erogare.

E’ giunto il momento di fronteggiare queste posizioni retrograde ed intellettualmente disoneste con la massima forza e impegno possibili. E di farlo in primis nell’interesse del Paziente, valore che condividiamo pienamente e spesso anche molto più di certi medici e odontoiatri che invece del Giuramento di Ippocrate sembra abbiano fatto quello di Ipocrita.
Per questo, tra gli scopi della nostra Associazione c’è anche quello di fornire servizi ad alto valore aggiunto ai nostri associati che sono unicamente orientati ad elevare e rendere uniforme il livello manageriale, organizzativo, sanitario degli ambulatori dei nostri associati.

Caratteristiche distintive della nostra Associazione

La nostra Associazione è nata con idee molto chiare sulla propria attività in generale e sul ruolo dei suoi rappresentanti in particolare.
Volevamo una struttura snella, con i minori costi possibili. Utilizziamo come sede nazionale e come sedi decentrate gli ambulatori dei soci direttivi. I rappresentanti dell’Associazione non percepiscono alcuna remunerazione per il proprio lavoro ma unicamente rimborsi spese. Volevamo evitare i rischi di certo carrierismo sindacale. Le risorse dell’associazione devono servire per la Sua attività e non per stipendiare chi si prende la responsabilità di rappresentarla.
Questi valori sono ben specificati nei documenti associativi (Statuto e Regolamento liberamente consultabili in apposita sezione).
Naturalmente, per quanto pauperistica, la nostra associazione ha bisogno di fondi per poter effettivamente realizzare i propri obiettivi. Invitiamo quindi tutti coloro che possono e vogliono cambiare lo stato attuale delle cose a darci una mano fattiva ( con l’iscrizione in primis come anche con l’attività di proselitismo ) per fare in modo che i soci aumentino. Non è più il tempo di piagnistei nei corridoi dei convegni. Tutti coloro che non si riconoscono nei valori di certo associazionismo odontoiatrico hanno il dovere di fare qualcosa di concreto e anche di darsi da fare con noi in certe aree del Paese che ancora non presidiamo.